Uno degli episodi più noti della vita di san Francesco d’Assisi è l’incontro con il lupo di Gubbio, narrato nel XXI racconto dei Fioretti.
Durante uno dei suoi viaggi in Umbria, Francesco venne a sapere che gli abitanti di Gubbio vivevano nel terrore a causa di un lupo feroce che si spingeva fino alle abitazioni, aggredendo uomini e animali.

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José Benlliure Gil – Il lupo di Gubbio – Wikipedia, pubblico dominio

Francesco decise allora di affrontare la bestia. Uscì dalla città e si inoltrò nei boschi. Quando vide il lupo avvicinarsi, lo chiamò con queste parole:
“Fratello Lupo, in nome di Dio ti ordino di non fare più male né a me né agli uomini”.
Con coraggio e dolcezza, il Santo parlò al lupo, lo rimproverò per le sue azioni, ma gli offrì anche una possibilità di riconciliazione:
“Io sono tuo fratello e desidero la pace tra te e gli uomini”.

Il lupo, ammansito dalle parole di Francesco, abbassò la testa in segno di resa. Francesco tornò quindi in città e propose agli abitanti un patto: se avessero nutrito il lupo, lui avrebbe smesso di far loro del male.
Così avvenne. Da quel giorno il lupo visse in pace tra la gente, diventando quasi un animale domestico. Si dice che, alla sua morte, tutti i cittadini piansero la scomparsa di Fratello Lupo, ormai considerato parte della comunità.

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Luc-Olivier Merson – Il lupo di Gubbio – Wikipedia, pubblico dominio

Nel tempo, a questo episodio sono stati attribuiti diversi significati. C’è chi ha visto nel lupo una metafora del peccato, dell’avidità o della ferocia umana. Altri hanno proposto interpretazioni più simboliche: il lupo come un indemoniato, una figura emarginata o perfino una prostituta convertita. Ma molti storici e fedeli ritengono che si trattasse semplicemente di un vero lupo, ammansito dalla forza spirituale e dall’amore universale di san Francesco.

Ancora oggi Gubbio conserva la memoria viva di questo incontro. In particolare, nella chiesetta di San Francesco della Pace, costruita nel 1608 e legata all’antica “Università dei Muratori”, si crede che il lupo abbia vissuto i suoi ultimi giorni. Durante dei lavori nel 1871, nei pressi della chiesa, fu rinvenuto lo scheletro di un lupo, che fu poi sepolto proprio lì.

La storia del lupo di Gubbio non è solo un aneddoto leggendario. È il simbolo di un incontro possibile tra forza e mitezza, tra paura e fiducia, tra natura e umanità. Ma soprattutto, è l’esempio concreto di come il dialogo sincero, disarmato e pieno di fede possa trasformare il male in bene, il nemico in fratello.

 

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