Eaco è una figura della mitologia greca, nato dall’unione tra Zeus e la ninfa Egina. Secondo il mito, Zeus si trasformò in un’aquila per rapire la ninfa e portarla sull’isola di Enopia, che da allora prese il nome di Egina, in onore della madre di Eaco.

Incisione di Nicolas Ponce da Charles Monnet – Su richiesta di Eaco, Giove trasforma le formiche in uomini – Biblioteca del Politecnico federale di Zurigo – Wikipedia, pubblico dominio

Alla nascita del bambino, Era, la gelosa moglie di Zeus, si vendicò contro l’isola: avvelenò le acque e ordinò ai venti meridionali di soffiare ininterrottamente, provocando un caldo insopportabile. I raccolti andarono perduti e la popolazione, assetata, fu costretta a bere dalle acque contaminate, perendo in massa.
Disperato, Eaco invocò l’aiuto del padre Zeus. Il dio rispose facendo cadere una pioggia purificatrice sull’isola, che placò i venti e ristabilì la salubrità delle acque. Non solo: per ripopolare l’isola, Zeus trasformò le formiche del suolo in uomini. Da queste nacquero i Mirmidoni (dal greco myrmex, “formica”), che divennero i nuovi abitanti fedeli e operosi di Egina.
Eaco si dimostrò un sovrano saggio e giusto: spartì equamente le sue terre tra i nuovi sudditi e restituì prosperità all’isola.

In età adulta, Eaco sposò Endeide, figlia del centauro Chirone e di Cariclo. Da lei ebbe due figli: Telamone e Peleo. Quest’ultimo fu padre del celebre Achille, eroe della guerra di Troia e comandante dei Mirmidoni.

Da una successiva unione con la ninfa Psamate, figlia di Nereo, Eaco ebbe un altro figlio: Foco.
Psamate tentò invano di sfuggirgli trasformandosi in una foca, ma Zeus la raggiunse comunque. La nascita di Foco suscitò la gelosia dei suoi fratellastri Telamone e Peleo, i quali lo uccisero e ne occultarono il corpo. Quando Eaco scoprì il misfatto, li esiliò entrambi dall’isola.

Oltre che re, Eaco fu celebre anche per la sua equità e integrità morale. Secondo Pindaro, fu chiamato da Apollo e Poseidone ad aiutare nella costruzione delle mura di Troia, a testimonianza della sua nobiltà d’animo.

Alla sua morte, Zeus lo premiò nominandolo giudice delle anime negli Inferi, accanto a Minosse e Radamanto, come ricordato da Platone. Secondo una tradizione, Eaco era anche il custode delle chiavi dell’Ade, con il compito di giudicare le anime provenienti dall’Europa.

Eaco rimane una delle figure più rispettate della mitologia greca, simbolo di giustizia, lealtà e saggezza. La sua discendenza, da cui nacquero eroi come Achille, ne conferma il ruolo centrale nella tradizione epica e mitologica del mondo antico.

 

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