Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Moros, la personificazione del destino

Moros, la personificazione del destino

Nella mitologia greca Moros è la personificazione del destino avverso ed inevitabile, che porta ogni essere, mortale o meno verso la sua fine prestabilita.
Si sa molto poco su di lui, a parte che è onnipresente, onnisciente e onnipotente, neppure Zeus può sconfiggerlo.
Moros è figlio di Nyx e fratello di altre divinità quali ErisThanatos e Hypnos. Secondo la tradizione venne concepito senza bisogno della controparte maschile come i suoi fratelli e sorelle, ma secondo Igino Nyx lo concepì con Erebo.

Arte, scena mitologia greca – Image by Gerhard G. from Pixabay

“Notte poi partorì l’odioso Moros e Ker nera e Thanatos, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni; non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura; e le Esperidi che, al di là dell’inclito Oceano, dei pomi aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano; e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene: Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali quando son nati danno da avere il bene e il male, che di uomini e dei i delitti perseguono; né mai le dee cessano dalla terribile ira prima d’aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato.”

[Teogonia di Esiodo, vv. 211-222]

 

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