(revisione agosto 2025)

Ripercorriamo brevemente le più celebri avventure di Ulisse (Odisseo per i Greci), l’eroe errante dal multiforme ingegno.

Apollonio di Giovanni – Avventure di Ulisse – Wikipedia, pubblico dominio

La nascita di Ulisse non fu straordinaria, se non per una voce secondo cui sua madre, Anticlea, si sarebbe unita a Sisifo, il fondatore di Corinto, famoso per la sua empietà e inganni, poco prima di sposare Laerte, re di Itaca. Da Sisifo, forse, Ulisse avrebbe ereditato l’astuzia, anche se il nonno materno, Autolico, era già rinomato per la sua furbizia. Fu proprio lui a suggerire il nome “Ulisse”, che significa “colui che è oggetto di odio”, un presagio più che azzeccato.

Divenuto adulto, Ulisse ereditò il trono di Itaca. Innamorato di Elena di Sparta, finì però per sposarne la cugina, Penelope, da cui ebbe un figlio: Telemaco.

Fu Ulisse a proporre che tutti i pretendenti di Elena giurassero di difendere il futuro marito scelto da lei. Quando Elena fuggì con Paride, Ulisse, legato da quel giuramento, non poté sottrarsi alla guerra contro Troia.

Durante il conflitto si distinse per ingegno e valore.
L’episodio più celebre? L’ideazione del cavallo di legno, dentro cui si nascosero i guerrieri greci che, introdotti inconsapevolmente dai Troiani nella città, segnarono la fine di Troia dopo dieci lunghi anni di assedio.

Giandomenico Tiepolo – Il cavallo di Troia – Wikipedia, pubblico dominio

La guerra era finita, ma il viaggio verso casa sarebbe stato ancora più lungo e difficile. Dieci anni di erranza, sventure e incontri straordinari attendevano Ulisse, in un percorso di prova e rinascita.
Accecò il ciclope Polifemo, figlio di Poseidone, attirandosi così l’ira del dio del mare.

Gruppo di Polifemo, Sperlonga – Wikipedia – Foto: steveilott – Flickr, immagine concessa con licenza CC BY 2.0

Ospitato poi da Eolo, re dei venti, ricevette in dono un otre con tutti i venti contrari, così da poter fare vela verso Itaca. Ma, quando ormai la costa era in vista, i compagni, credendo che l’otre contenesse tesori, lo aprirono: ne scaturì una tempesta che li riportò al punto di partenza. Eolo, ritenendo Ulisse maledetto, si rifiutò di aiutarlo di nuovo.

Seguì un lungo soggiorno presso la maga Circe, che gli consigliò di consultare l’anima del profeta Tiresia nell’aldilà. Da lui Ulisse seppe che avrebbe fatto ritorno a casa su una nave non sua, e che avrebbe trovato finalmente pace, ma lontano dal mare.

Bartholomäus Spranger – Odisseo e Circe – Wikipedia, pubblico dominio

Ripreso il viaggio, Ulisse sfuggì a Scilla e Cariddi, ma non poté evitare che i suoi compagni, approfittando ancora del suo sonno,  uccidessero i sacri buoi del dio Sole.
Zeus li punì fulminando la nave: Ulisse, unico superstite, si salvò aggrappato a un relitto.
Approdato sull’isola di Ogigia, fu accolto dalla ninfa Calipso, con cui visse sette anni. Solo l’intervento degli dèi convinse Calipso a lasciarlo andare. Salpò su una zattera, ma un’ultima tempesta lo scaraventò, sfinito e nudo, sulle spiagge dell’isola dei Feaci.
Lì fu soccorso da Nausicaa, figlia del re. Ospitato con grande onore, ricevette infine una nave per tornare in patria.

Michele Desubleo – Ulisse e Nausicaa, 1654 – Wikipedia, pubblico dominio

Come profetizzato, Ulisse giunse a Itaca solo, su un’imbarcazione straniera. Addormentato, fu lasciato sulla spiaggia dai Feaci.
Travestito da mendicante, si introdusse nel suo palazzo, dove Penelope, fedele e coraggiosa, teneva testa ai pretendenti che volevano usurpare il trono.

Con l’aiuto del figlio Telemaco, Ulisse architettò un piano e uccise tutti i rivali. Penelope lo riconobbe solo dopo che egli le rivelò un segreto noto solo a loro due.

La strage dei Proci da un cratere magnogreco (Campania, forse Capua, 330 a.C. ca., conservato al Louvre) – Wikipedia, pubblico dominio

Restava un ultimo conflitto: le famiglie dei pretendenti volevano vendetta. Ma Zeus e Atena misero fine allo spargimento di sangue, ristabilendo la pace.
Ulisse, infine riconciliato anche con Poseidone grazie a un sacrificio, poté godersi la serenità tanto desiderata.

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