Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Cirene, la ninfa che prediligeva la caccia

Cirene, la ninfa che prediligeva la caccia

Ninfa e vergine cacciatrice figlia di Ipseo, re dei Lapiti, e della ninfa Clidanope.

Mosaico della ninfa Cirene, II-III secolo, dal museo di Lambèse – Wikipedia – Foto di Sailko, opera propria rilascaita con licenza CC BY 3.0

Cirene disdegnava di filare, di tessere e di dedicarsi a simili compiti domestici e preferiva invece cacciare belve sul monte Pelio per tutto il giorno e metà della notte, con la scusa che gli armenti di suo padre dovevano essere protetti.
Apollo la vide un giorno attaccare disarmata un vigoroso leone e, lottando con lui, lo domò.
Il dio chiamò re Chirone, il Centauro, perché assistesse alla scena e gli chiese chi fosse la fanciulla e se gli paresse una sposa degna di lui.

Chirone rise.
Egli sapeva che non soltanto Apollo era a conoscenza del nome della ragazza, ma aveva già deciso di rapirla, forse dopo averla vista pascolare le greggi di Ipseo presso il fiume Peneo, o forse quando le aveva donato con le proprie mani due cani da caccia, come premio per la vittoria in una gara di corsa svoltasi ai giochi funebri in onore di Pelia.

Edward Calvert – Cirene e bestiame – Wikipedia, pubblico dominio

Chirone inoltre profetizzò che Apollo, condotta Cirene oltremare, nel più ricco dei giardini di Zeus, l’avrebbe eletta regina di una grande città.
Apollo infatti condusse Cirene sul suo cocchio d’oro fino al luogo dove sorge oggi la città di Cirene; Afrodite li attendeva per dar loro il benvenuto e subito li condusse nella camera d’un palazzo dorato di Libia. Quella sera Apollo promise a Cirene una lunga vita nel corso della quale avrebbe potuto soddisfare la sua passione per la caccia regnando su una terra fertilissima. Poi la lasciò sulle vicine colline, affidata alle cure di certe Ninfe del mirto, figlie di Ermete; colà essa diede alla luce Aristeo, divinità degli armamenti e degli alberi da frutta; in seguito a una seconda visita di Apollo generò Idmone il veggente. Ma una notte si giacque anche con Ares e gli generò il tracio Diomede, il padrone delle cavalle divoratrici di uomini.

Rovine di Cirene – Wikipedia, pubblico dominio

Secondo un’altra versione della sua storia, quando la Libia era terrorizzata da un leone selvaggio, il re Euripilo offrì parte del suo regno a chiunque avesse liberato la terra da quella bestia crudele. Cirene riuscì ad abbattere la belva e fondò una città a cui diede il suo nome.

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Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…