Busto di Hathor – Museo di Luxor, Luxor, Egitto – Wikipedia, fotografia di Agon S. Buchholz rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Antica come la luce del primo mattino, Hathor è una delle divinità più complesse e affascinanti del pantheon egizio. Figlia di Ra, il dio Sole, incarna la gioia, l’amore e la fecondità, ma anche la forza primordiale che genera e rinnova la vita.
Il suo nome, “Casa di Horus”, evoca il grembo che accoglie e protegge, la matrice divina da cui tutto proviene.

Dea madre universale, Hathor allatta Horus e, attraverso lui, il faraone, simbolo del legame eterno tra il cielo e la terra. È la dispensatrice della vita, ma anche colei che accompagna i morti nel loro viaggio verso l’Oltretomba, dove assiste Osiride nell’accoglienza delle anime.
In lei convivono dunque la nascita e la morte, la creazione e il ritorno, in un ciclo infinito di trasformazione.

Raffigurata con corna e testa di vacca, Hathor porta sul ventre il disegno del Firmamento, segno della sua natura cosmica. È la signora delle sorgenti del Nilo, la custode della potenza fecondante delle sue inondazioni, e la patrona delle arti, della musica e del canto, perché la vita, per essere piena, deve anche celebrare se stessa.

Al tramonto, Hathordivora il Sole”, per poi restituirgli la vita poche ore dopo, rigenerandolo nel suo grembo stellato. È anche la signora dei venti del Nord, quelli che portano fertilità e rinnovamento, mantenendo in equilibrio il respiro del mondo.

Hathor raffigurata come una mucca, museo egizio del Cairo, Egitto. – Wikipedia – Foto personale di Gérard Duche (user:Néfermaât). rilasciata con licenza CC BY-SA 2.5

Hathor rappresenta l’archetipo della Grande Madre, la forza universale che unisce la creazione e la distruzione, l’amore e la morte, la luce e l’oscurità. Come le sue corrispondenze mesopotamiche e greche, Ishtar e Afrodite, incarna il principio vitale che muove l’universo: la potenza generatrice dell’amore, che tutto unisce e tutto trasforma.

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