Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
La ninfa Stige e l’omonimo fiume infernale

La ninfa Stige e l’omonimo fiume infernale

Lo Stige era un fiume degli Inferi che si avvolgeva più volte intorno al regno di Ade, e non si poteva passare a guado ma, per traghettare da una sponda all’altra, bisognava usare della barca di Caronte.

Gustave Doré – Caronte, illustrazione da “La Divina Commedia” di Dante – Wikipedia, pubblico dominio

Il fiume aveva la sua divinità nella ninfa omonima, figlia della Notte e di Erebo, oppure di Oceano e di Teti, ricordata da Esiodo nella Teogonia.

Nell’Oltretomba, Stige viveva in un palazzo con splendide colonne d’argento.

Sposò il titano Pallante a cui generò Bia (“forza”), Crato (“potere”), Zelo (“emulazione”) e Nike (“vittoria”).

Durante la lotta di Zeus contro Crono e i Titani fu la prima a correre in aiuto del dio e i suoi figli si distinsero per valore nella campagna vittoriosa.

Incisione di Philips Galle – La ninfa fluviale Stige, seduta su un blocco di pietra. – Wikipedia, pubblico dominio

Zeus, in segno di ricompensa, li nominò suoi aiutanti e stabilì che un giuramento fatto alle acque dello Stige non potesse essere cancellato nemmeno dagli dèi.
Tutte le volte che un dio prestava giuramento, Iride riempiva una giara con l’acqua dello Stige e la riportava nell’Olimpo, come “testimone” del giuramento. Chi rompeva questo giuramento veniva colto da uno stupore catatonico per un “grande anno” (nove anni solari) e poi veniva esiliato dall’Olimpo per altri nove “grandi anni”.

Il fiume, dall’oceano e dal monte Chelmo in Arcadia, scendeva nel Tartaro, poi si divideva in rami minori e girava per nove volte intorno al regno di Ade. La sua acqua passava per avere proprietà magiche, e proprio in questo fiume Teti avrebbe tuffato il neonato Achille, per renderlo invulnerabile; ma aveva dovuto reggerlo per il tallone, che era quindi rimasto la sola parte mortale dell’eroe.

Achille immerso nello Stige da Teti – Wikipedia, foto di Assianir, opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 4.0

Il mito dello Stige, perpetuatosi presso i posteriori scrittori greci e latini, fu in ultimo raccolto da Dante.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree.net sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…