Nella mitologia greca, i Titani erano i figli primordiali del cielo (Urano) e della terra (Gea). Erano dodici in tutto: sei maschi e sei femmine.
I maschi erano: Oceano, Ceo, Crio, Iperione, Giapeto e Crono.
Le femmine: Thea, Rea, Temi, Mnemosine, Febe e Teti.
A loro volta, anche i discendenti dei Titani furono chiamati titani, sebbene appartenessero alla generazione successiva. Tra questi spiccano figure come Prometeo, Epimeteo e Atlante, figli di Giapeto; Latona (o Leto), figlia di Ceo; e i luminosi figli di Iperione: Helios (il Sole), Selene (la Luna) ed Eos (l’Aurora). Tutti erano divinità gigantesche, dalla forza straordinaria e dallo spirito indomito.
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La Titanomachia: la prima guerra contro Zeus
Quando Zeus, figlio di Crono, rovesciò il potere dei Titani e prese il controllo del mondo, non tutti accettarono il nuovo ordine. Solo quattro Titani si sottomisero al suo dominio; gli altri si ribellarono, dando origine a una lunga e violenta guerra: la Titanomachia.

Il conflitto durò dieci anni e fu combattuto con furia cosmica. Zeus, affiancato dai Ciclòpi, che gli forgiarono l’arma del fulmine, e da altri potenti alleati, riuscì infine a prevalere. La punizione fu severa: i Titani sconfitti furono precipitati nel Tartaro, un abisso profondo e oscuro. Solo Atlante ricevette una condanna diversa: fu costretto a sorreggere per l’eternità la volta celeste sulle sue spalle.
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La Gigantomachia: la seconda sfida agli dèi
Ma Gea, madre dei Titani, non perdonò Zeus per l’umiliazione inflitta ai suoi figli. Colma di rabbia, generò un’altra stirpe di esseri mostruosi: i Giganti. Creature imponenti, dal corpo smisurato e con serpenti al posto dei piedi, dallo sguardo terrificante e dalla forza devastante.
Tra i Giganti più temibili si ricordano Alcioneo, Porfirione, Efialte, Eurito, Encelado e Tifeo.
Decisi a vendicare i Titani, i Giganti dichiararono guerra agli dèi dell’Olimpo. Per raggiungere la loro dimora, tentarono di scalare il cielo sovrapponendo una montagna all’altra.

Lo scontro fu epico. La battaglia, nota come Gigantomachia, si combatté in vari luoghi del mondo greco: dalla Sicilia ai Campi Flegrei, fino all’Arcadia, alla Tessaglia, alla Macedonia e alla Tracia.
Alla fine, Zeus, con l’aiuto dei suoi fratelli e di tutti gli dèi olimpici, riuscì a sconfiggere i Giganti.
Fondamentale fu anche l’intervento dell’eroe Eracle (Ercole), un semidio destinato a giocare un ruolo chiave in questa guerra. I Giganti furono sepolti sotto vulcani attivi, simbolo eterno della loro furia repressa. Si dice, infatti, che le eruzioni vulcaniche siano i segni della loro continua agitazione sotto la terra.
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